lunedì 14 dicembre 2015

Dabbawalla - seconda parte.

M: Capita a volte che la cucina ayurvedica venga confusa con quella indiana, cosa ne pensi?

J: Senza dubbio l’Ayurveda nasce in India ed il Tali è un piatto indiano, oltre alle verdure tipiche della zona, utilizziamo spezie europee, limitando l’uso di quelle indiane al solo scopo digestivo, evitando di dare un gusto tipicamente indiano al piatto. Sicuramente un indiano troverà il nostro Tali molto leggero.

Molte volte come piatti ayurvedici vengono proposti cibi esotici complessi, ma questo crea solo confusione nelle persone, che pensano che per creare un piatto ayurvedico si debbano usare 20 spezie, questo è sbagliato, si può creare un buon piatto con sole tre spezie, se usate bene e secondo le necessità.
In Ayurveda ciò che fa bene a me non è sempre adatto anche a te, quindi non è sempre uguale per tutti, alla fine ognuno adatta l’alimentazione alla propria persona.
Noi prepariamo il piatto in questo modo, altri in un’altro, ma la regola principale è combinare i sei gusti e di conseguenza comprendere tutti e 5 gli elementi in ogni portata, in quantità diverse e a seconda delle proprie necessità personali.
Secondo la teoria dei 6 gusti si cerca di apportare tutti elementi utili a nutrire il corpo, composto esso stesso dai 5 elementi, variarne le qualità a seconda della costituzione personale è la regola principale.
Il nostro Tali è pensato per essere bilanciato nei gusti, adatto quindi a tutte le persone.

M: I vostri clienti conoscono l’Ayurveda o sono semplicemente dei curiosi attirati dal nome o dal locale?

J: La nostra attività è relativamente giovane, abbiamo aperto lo scorso Marzo, per ora potrei dire che è un misto di curiosi attirati prima di tutto dal menù vegetariano, ma molti sono operatori del settore del benessere, altri sono interessati all’Ayurveda ed allo Yoga.
Alcuni per motivi di salute ricercano una cucina semplice e salutare a volte spinti dal proprio medico.
Sicuramente ci sono molti curiosi, che provano e che ritornano apprezzando la semplicità e la genuinità del cibo.
Direi che è un bel mix.

A: Trovi che sia difficile incontrare persone che seguono l’Ayurveda?

J: No, in Germania l’Ayurveda è molto diffuso, come anche lo Yoga, quindi la gente è interessata e curiosa. 
Ne testimonia il mensile intitolato “Ayurveda Journal” che crea un’ottima rete per la divulgazione dell’Ayurveda e nell’edizione di Luglio c’eravamo che noi.

M: Siamo giunti all’ultima domanda, potresti dire qualcosa sulla scelta del nome?

J: Con Dennis ci è piaciuto il nome Dabbawalla attraverso il film “Lunchbox”, i Dabbawalla sono dei corrieri che consegnano i pasti specialmente nella città di Mumbai.
Allo scopo si utilizzano dei contenitori metallici divisi in vari strati in cui si dividono nei diversi contenitori i vari componenti del piatto, come riso, verdure e Dhal per esempio, in modo che chi consumerà il pasto non troverà tutto mischiato.
Con questa idea a Berlino si è creato " The Tiffin Project"http://www.thetiffinproject.org
con il quale collaboriamo, un progetto di cloud-founding per raccogliere fondi allo scopo di limitare i rifiuti prodotti con le consegne a domicilio, sostituendo la plastica con contenitori in acciaio, riutilizzabili.

Nessun commento:

Posta un commento